Casco

 

Si al casco ma non obbligatorio

La Federazione Italiana Amici della Bicicletta, in accordo con tutte le associazioni europee per la promozione della bicicletta riunite sotto la sigla ECF, è favorevole all’uso del casco, ma esprime netta contrarietà a una norma che disponga l’obbligo generalizzato di indossarlo nell’utilizzo della bici anche per la mobilità quotidiana (e quindi a prescindere da competizioni sportive).
Sia detto senza equivoci: contrarietà all’obbligo non equivale a contrarietà all’utilizzo del casco.

A fronte della introduzione di un obbligo giuridico diventa infatti inevitabile valutare il rapporto costi / benefici da esso derivanti. Occorre avere ben chiaro che non è spostando gli oneri di protezione sull’anello finale della catena (il ciclista, in questo caso) che le nostre strade e le nostre città diventeranno più sicure.
Quella dell’utilizzo obbligatorio del casco è una misura che, laddove adottata e al di là delle motivazioni dichiarate, ha dimostrato effetti controproducenti sulla pratica della bici, trasformandosi in un deterrente che ha ridotto il numero dei ciclisti in circolazione.
D’altro canto, in Europa, nei Paesi a più alta densità di traffico ciclistico (Francia, Germania, Olanda, Regno Unito, per citarne alcuni), non esiste una norma in questi termini.

La FIAB è intervenuta varie volte sull'argomento, anche evitando che una proposta in tal senso fosse approvata. In queste sezione del sito, oltre agli interventi e documenti della FIAB, troverete link a documentazione di approfondimento (molta in inglese).

 

 

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